Dopo oltre quindici anni nel turismo e diverse esperienze all’estero, Iolanda Salerno è tornata nella sua Sicilia guardandola con occhi nuovi e ha deciso di fondare Sicily in Travel, un progetto nato dal desiderio di far vivere l’isola in modo autentico. Con tour sartoriali, una forte attenzione al dettaglio e una rete di oltre 400 realtà locali, accompagna viaggiatori da tutto il mondo a scoprire una Sicilia fatta di persone, storie, sapori e luoghi spesso lontani dalle rotte di massa, dimostrando ogni giorno che un viaggio ben pensato può essere allo stesso tempo emozionante, rispettoso del territorio e davvero memorabile. L’abbiamo intervistata per farci raccontare come nascono i suoi itinerari, quale ruolo giocano le comunità locali nella costruzione delle esperienze e in che modo, nel suo lavoro quotidiano, cerca di coniugare autenticità, sostenibilità e uso intelligente delle nuove tecnologie nel turismo.
Iolanda, partiamo dal tuo percorso: sei nata e cresciuta in Sicilia, hai lavorato per anni all’estero e poi sei tornata qui fondando Sicily in Travel. Qual è stato il momento in cui hai sentito che era il momento di creare un progetto tuo, radicato nella tua isola?
«Appena rientrata in Sicilia, dopo gli anni vissuti all’estero, ho iniziato a guardare la mia isola con occhi nuovi e con una consapevolezza diversa del suo valore straordinario: la bellezza dei paesaggi, la ricchezza della storia, la profondità della cultura e l’umanità delle persone.
Essendo una viaggiatrice, ho sempre vissuto il viaggio come un modo per entrare davvero in contatto con l’anima di un luogo, non solo per visitarlo. Proprio per questo, quando sono tornata, ho sentito forte il desiderio di creare qualcosa che potesse offrire anche in Sicilia questo tipo di esperienza autentica.
Da lì è nato Sicily in Travel: un progetto che nasce dal cuore e dall’esperienza personale, pensato per far vivere l’isola in modo vero e profondo, attraverso viaggi organizzati da persone del luogo, che ne conoscono l’essenza e la raccontano con autenticità.»
Dopo oltre 15 anni nel settore turistico, che cosa ti ha insegnato davvero questo lavoro, tra alberghi, tour e contatto con i viaggiatori, e come queste esperienze hanno influenzato il modo in cui oggi progetti i tuoi itinerari su misura?
«L’esperienza maturata in oltre 15 anni nel settore turistico, tra hotel, tour e contatto quotidiano con viaggiatori provenienti da tutto il mondo, mi ha insegnato moltissimo. Mi ha fatto capire quanto ogni fase del viaggio conti davvero, dall’accoglienza ai piccoli gesti, e quanto siano i dettagli a trasformare un soggiorno in un ricordo.
Soprattutto, mi ha insegnato ad ascoltare le persone, a coglierne desideri e aspettative anche quando non vengono espresse chiaramente, e a riconoscere quanto ogni viaggiatore cerchi un’esperienza profondamente personale.
Oggi questo si riflette completamente nel mio modo di progettare gli itinerari: non parto mai da un pacchetto standard, ma dalla persona. Cerco di creare viaggi che siano esperienze vere, modellate sui ritmi, gli interessi e le emozioni di chi viaggia, con un’attenzione particolare a far vivere i luoghi in modo più profondo e genuino.»
Oggi molti viaggiatori cercano esperienze “autentiche”, ma allo stesso tempo i territori più famosi rischiano l’overtourism. Come lavori, nel tuo piccolo, per trovare un equilibrio tra far scoprire la Sicilia e preservarne la qualità della vita e dei luoghi?
«È una domanda che sento profondamente, perché credo che oggi parlare di turismo senza parlare di equilibrio non sia più possibile. Nel mio lavoro cerco sempre di partire da un principio semplice: far vivere la Sicilia, non consumarla. Per questo costruisco esperienze che evitano il più possibile le logiche di massa e che privilegiano luoghi, tempi e modalità più rispettosi, spesso anche fuori dai percorsi più prevedibili.
L’obiettivo non è seguire una filosofia “di tendenza”, ma costruire esperienze curate, ben organizzate e consapevoli, che permettano di scoprire il territorio senza banalizzarlo. Scelgo con cura luoghi, fornitori e modalità di visita, cercando sempre di evitare ciò che può snaturare l’esperienza o appesantire troppo i contesti locali. Credo che il rispetto passi anche dalla qualità del modo in cui si viaggia e si lavora con il territorio.»
Hai vissuto sia da professionista del turismo sia da viaggiatrice: che cosa osservi oggi nei turisti che arrivano in Sicilia? Quali aspettative hanno e quali pregiudizi o immagini “da cartolina” ti capita più spesso di smontare durante i tour?
«Oggi vedo viaggiatori molto più curiosi e informati rispetto al passato, spesso con il desiderio sincero di vivere la Sicilia in modo più autentico. Allo stesso tempo, però, arrivano ancora con aspettative influenzate da immagini da cartolina e, in parte, anche da alcuni film che nel tempo hanno contribuito a dare un’immagine della Sicilia non sempre completa o positiva.
Durante i tour mi capita spesso di smontare questi pregiudizi, non in modo diretto, ma attraverso l’esperienza stessa del viaggio. La Sicilia reale è molto più complessa e interessante di qualsiasi immagine semplificata: è fatta di stratificazioni storiche, di cultura viva, di contrasti ma anche di vita quotidiana, accoglienza e profondità umana. È proprio lì che cerco di accompagnare i viaggiatori, verso una visione più autentica e profonda dell’isola, che va oltre la cartolina e resta davvero nella memoria.»
Oggi molti viaggiatori si affidano all’intelligenza artificiale per farsi suggerire itinerari “standard” in Sicilia: in che modo, secondo te, l’esperienza di una persona che vive e lavora sul territorio permette invece di costruire viaggi meno stereotipati e davvero unici, che una macchina da sola non potrebbe proporre?
«L’intelligenza artificiale è uno strumento utile perché rielabora informazioni già disponibili online e le organizza in modo rapido, ma inevitabilmente tende a proporre schemi standard, basati su ciò che è più cercato o più diffuso. Il lavoro di chi vive sul territorio è diverso perché nasce dall’esperienza diretta e continua: non solo conoscere i luoghi, ma conoscerne il ritmo, le persone, le dinamiche reali, e anche ciò che cambia nel tempo e non si trova scritto da nessuna parte. È proprio questa dimensione vissuta che permette di andare oltre gli itinerari “preconfezionati” e costruire esperienze più originali e coerenti con l’identità vera della Sicilia, che nessun sistema automatizzato può replicare fino in fondo.»
Con Sicily in Travel organizzi tour sartoriali per coppie, famiglie, gruppi e viaggiatori singoli: quali sono gli elementi che non mancano mai quando costruisci un viaggio su misura e come riesci a bilanciare esperienze iconiche con i luoghi più nascosti e meno conosciuti?
«Quando costruisco un viaggio su misura ci sono alcuni elementi che non mancano mai: l’ascolto iniziale del viaggiatore, la comprensione dei suoi interessi e del suo modo di viaggiare, e poi la cura dei dettagli, che fanno davvero la differenza nell’esperienza finale.
Nel bilanciare esperienze iconiche e luoghi più nascosti cerco sempre un equilibrio naturale. Le tappe più conosciute fanno parte dell’identità della Sicilia e non vanno escluse, ma le affianco a momenti più intimi e autentici, che permettono di entrare in contatto con il territorio in modo diverso.
Un ruolo fondamentale lo hanno anche i fornitori, guide, persone che negli anni abbiamo selezionato con cura e attenzione: realtà che condividono la nostra stessa passione e il nostro stesso modo di intendere l’ospitalità, con l’obiettivo comune di lasciare ricordi indelebili ed esperienze davvero uniche al viaggiatore.»
La tua proposta unisce natura, cultura ed enogastronomia: che ruolo hanno incontri con i produttori locali, le degustazioni e le esperienze legate alle tradizioni rispetto alla semplice visita “di passaggio” a una città o a un monumento?
«Per me la Sicilia non è fatta solo di luoghi, ma soprattutto di persone, della loro cultura e del modo in cui custodiscono e trasmettono identità e tradizioni. Per questo gli incontri con i produttori locali, le degustazioni e le esperienze legate alla tradizione non sono un “momento aggiuntivo”, ma una parte essenziale del viaggio: sono ciò che permette di entrare davvero in contatto con l’anima dell’isola, molto più di una visita di passaggio.
Le piccole realtà hanno per me un valore speciale, perché nella loro semplicità spesso esprimono una forma di autenticità e cura che resta impressa. In Sicilia questo si percepisce ancora di più: ogni esperienza, anche la più semplice, porta con sé una storia, un’identità e un’emozione che rendono il viaggio davvero significativo.»
Sottolinei molto l’attenzione al dettaglio: assistenza, trasferimenti privati, guide locali qualificate. Quanto conta, secondo te, questa cura del servizio nella percezione finale del viaggio e nella differenza tra una vacanza “bella” e un’esperienza davvero memorabile?
«Per me la cura del servizio è ciò che trasforma un viaggio da “bello” a davvero memorabile. Il dettaglio non è mai secondario: è quello che dà fluidità all’esperienza, permette al viaggiatore di sentirsi seguito e libero allo stesso tempo, senza pensieri organizzativi. Assistenza, trasferimenti privati e guide locali qualificate non sono solo elementi pratici, ma strumenti che garantiscono qualità, continuità e soprattutto serenità. Quando un cliente si affida a noi, ha la nostra assistenza costante, in ogni fase del viaggio. È proprio questa attenzione invisibile ma continua che permette al viaggiatore di vivere tutto con tranquillità e concentrazione, e che alla fine fa la differenza nel ricordo dell’esperienza.»
Guardando al futuro di Sicily in Travel, quali sono i progetti a cui tieni di più: nuovi itinerari tematici, collaborazioni con realtà locali, o nuove esperienze legate magari a periodi dell’anno meno esplorati rispetto all’estate?
«Abbiamo in mente tanti progetti e idee per il futuro. Sicily in Travel, però, non è solo una realtà legata a me: è un’identità costruita insieme a un team giovane, che condivide la stessa passione, gli stessi valori e gli stessi obiettivi.
Mi sento molto fortunata a lavorare con loro, perché questo confronto continuo ci permette di crescere e di migliorare sempre l’esperienza dei nostri clienti. Inoltre, collaboriamo con oltre 400 fornitori tra piccole, medie e grandi realtà del territorio: per noi non sono semplici partner esterni, ma parte integrante del “nostro team allargato”. Lavoriamo in forte sinergia con loro e spesso nascono anche progetti condivisi che arricchiscono ulteriormente le esperienze che proponiamo. È proprio da questa rete umana e professionale, fatta di persone che condividono la stessa visione, che nascono nuove idee, itinerari e collaborazioni per raccontare la Sicilia in modo sempre più autentico e completo.»
Se una persona che ci sta leggendo sogna di fare il tuo stesso percorso, magari lasciando un lavoro tradizionale per creare un progetto turistico legato al proprio territorio, qual è la lezione più importante che hai imparato in questi anni e l’errore che la inviti a evitare?
«Il mio è stato un percorso molto tortuoso: ho iniziato da sola, con la sola passione come punto di partenza. Per questo, la prima cosa che direi è di non mollare mai e di inseguire i propri sogni con determinazione. La passione per il turismo, in realtà, è sempre stata parte della mia vita, già dagli anni della scuola, e con il tempo si è trasformata in competenza ed esperienza concreta.
Nel mio caso la Sicilia non è un territorio semplice per chi fa impresa, ci sono tante complessità e ostacoli, ma ho scelto di crederci comunque. Oggi, dopo otto anni, Sicily in Travel è una realtà conosciuta e apprezzata da molti, e questo per me è motivo di grande orgoglio. Se dovessi dare una lezione, direi proprio questa: la costanza fa la differenza. E l’errore da evitare è pensare che il percorso sia lineare o immediato. Non lo è mai. Ma con passione, competenza e visione, anche le difficoltà diventano parte della crescita.»