Negli ultimi anni il mondo del benessere olistico è cresciuto rapidamente, ma spesso è rimasto frammentato, poco strutturato e difficile da leggere sia per chi cerca un percorso sia per chi lo offre. Maria Pieres imprenditrice italo-argentina con una lunga esperienza nel turismo e una profonda passione per la crescita personale ha dato vita ad Alaya Guru, un ecosistema digitale pensato per mettere ordine, creare fiducia e dare visibilità a un settore ricco di valore umano ma ancora poco riconosciuto. In questa intervista ripercorriamo il suo passaggio dal mondo dei viaggi a quello del benessere, le contraddizioni del settore olistico, il tema cruciale della fiducia e il ruolo che il digitale può avere come ponte autentico tra utenti, operatori, scuole e associazioni.
Maria, grazie per averci concesso questa intervista, puoi raccontarci in breve il tuo percorso personale e imprenditoriale, dall’esperienza nel turismo fino alla nascita di Alaya Guru?
«Il mio percorso nasce nel mondo del turismo, un settore che mi ha insegnato il valore dell’accoglienza, dell’ascolto e della capacità di creare connessioni autentiche tra le persone. Per molti anni ho lavorato in contesti internazionali, sviluppando competenze nella gestione di servizi, nell’organizzazione e nell’esperienza del cliente.
Parallelamente, ho sempre coltivato un forte interesse per il benessere e la crescita personale. Nel tempo ho iniziato a esplorare il mondo delle discipline olistiche, prima come utente e poi con uno sguardo sempre più attento alle sue dinamiche.
Da questa esperienza è nata una consapevolezza: esiste un patrimonio enorme di competenze, professionalità e valore umano, ma manca uno strumento capace di renderlo accessibile, riconoscibile e organizzato. È da qui che nasce Alaya Guru, un progetto che unisce la mia esperienza imprenditoriale e la mia passione per il benessere, con l’obiettivo di creare un punto di riferimento affidabile per professionisti e utenti.»
Quando hai incontrato per la prima volta il mondo delle discipline olistiche e qual è stato l’episodio o la consapevolezza che ti ha fatto dire: “qui c’è qualcosa di importante, ma manca struttura”?
«Il mio incontro con il mondo olistico è avvenuto in un momento particolarmente difficile della mia vita. Cercavo risposte e strumenti che non conoscevo, e che inizialmente mi spaventavano perché non avevo punti di riferimento per valutarne l’efficacia né per capire a chi affidarmi.
Ci è voluto coraggio per fare il primo passo. Ma una volta entrata in questo mondo, è stato come seguire il Bianconiglio: ho scoperto professionisti straordinari e percorsi che mi hanno aiutata concretamente a stare meglio.
Proprio questa esperienza ha fatto emergere una contraddizione evidente: da un lato un patrimonio enorme di competenze e valore umano, dall’altro una grande difficoltà di accesso e orientamento per chi ne ha bisogno.
La consapevolezza decisiva è arrivata quando ho capito che il problema non era la qualità dei professionisti, ma la mancanza di una struttura capace di renderli visibili, riconoscibili e facilmente accessibili. È da questa esigenza concreta che ha iniziato a prendere forma l’idea di Alaya Guru.»
Oggi il settore olistico è ricco di valore, ma spesso percepito come confuso: quali sono, secondo te, i principali fraintendimenti e le difficoltà sia per gli utenti sia per i professionisti?
«Il mondo olistico soffre ancora di alcuni fraintendimenti di fondo, primo fra tutti l’idea che si tratti di un settore indistinto o poco professionale. In realtà esistono moltissimi operatori seri, formati e impegnati in un percorso continuo di crescita e aggiornamento.
La difficoltà principale per gli utenti è l’orientamento: capire a chi affidarsi, distinguere le competenze e trovare informazioni affidabili in un contesto ancora molto frammentato.
Per i professionisti, invece, la sfida è opposta: spesso non è la qualità del loro lavoro a mancare, ma la visibilità e la capacità di comunicare in modo chiaro il proprio valore.
Credo che la vera evoluzione del settore passi da qui: più trasparenza, più strumenti di orientamento e un sistema che faciliti l’incontro consapevole tra chi cerca un percorso di benessere e chi lo può offrire.»
Alaya Guru nasce dichiaratamente come “ecosistema” più che come semplice piattaforma: cosa significa per te ecosistema in questo contesto e quali sono gli attori che vuoi mettere in relazione (utenti, operatori, scuole, associazioni)?
«Quando parlo di ecosistema mi riferisco a una rete viva di relazioni in cui ogni attore contribuisce alla crescita degli altri.
Alaya Guru non vuole essere soltanto una vetrina online, ma uno spazio in cui utenti, professionisti, scuole di formazione, associazioni di categoria e realtà del benessere possano dialogare e collaborare.
L’obiettivo è creare un ambiente in cui chi cerca un percorso di benessere possa trovare professionisti qualificati, e in cui gli operatori possano sviluppare la propria attività attraverso strumenti, formazione e opportunità di networking. Solo mettendo in relazione tutti questi soggetti possiamo contribuire alla crescita e al riconoscimento del settore.»
Uno dei temi più delicati è la fiducia: in assenza di albi ufficiali, come state lavorando sulla validazione degli operatori e sul rapporto con scuole e associazioni per garantire percorsi affidabili agli utenti?
«La fiducia è uno dei pilastri fondamentali di Alaya Guru.
In un settore in cui non sempre esistono albi professionali ufficiali, abbiamo scelto di costruire un sistema di validazione basato su due elementi complementari. Da un lato, le recensioni e le esperienze condivise dagli utenti, che contribuiscono a creare un livello di trasparenza reale e partecipata. Dall’altro, stiamo lavorando alla creazione di collaborazioni con scuole e associazioni di riferimento per poter verificare in modo sempre più efficace percorsi formativi e certificazioni degli operatori.
Il nostro obiettivo non è sostituirci agli enti preposti, ma offrire agli utenti strumenti concreti per orientarsi e compiere scelte più consapevoli.
Crediamo che la fiducia nasca dalla trasparenza e dall’accesso a informazioni verificabili. Per questo lavoriamo ogni giorno per creare un ambiente in cui professionisti qualificati possano essere valorizzati e gli utenti possano sentirsi sicuri nel percorso che scelgono di intraprendere.»
Tu stessa racconti di aver provato paura e incertezza nel capire a chi affidarti: come questa esperienza personale ha influenzato le scelte progettuali di Alaya Guru, dai processi di selezione degli operatori alle funzionalità della piattaforma?
«Ha influenzato praticamente ogni scelta.
Ricordo bene la sensazione di trovarmi davanti alle proposte senza sapere quali criteri utilizzare per scegliere. Quella paura e quell’incertezza mi hanno fatto capire quanto fosse importante mettere l’utente al centro.
Per questo abbiamo progettato Alaya Guru pensando alle domande che io stessa mi ponevo: chi è questa persona? Quale formazione ha? Quali servizi offre? Posso contattarla facilmente? Posso leggere recensioni e approfondire il suo percorso?
Molte delle funzionalità già abilitate nella piattaforma, e altre che verranno attivate in futuro, nascono proprio dall’esigenza di trasformare l’incertezza in fiducia e la ricerca in un’esperienza semplice e trasparente.»
Parli spesso del digitale come di un ponte “autentico” tra utenti e professionisti: quali strumenti concreti offre oggi Alaya Guru agli operatori (visibilità, gestione appuntamenti, formazione, ecc.) e quali vantaggi crea per chi cerca percorsi di benessere?
«Per noi il digitale non deve sostituire la relazione umana, ma facilitarla.
Oggi Alaya Guru offre gratuitamente ai professionisti uno spazio digitale in cui costruire la propria presenza in modo semplice e professionale, presentare un profilo dettagliato, valorizzare le proprie competenze, ottenere visibilità verso nuovi utenti e recensioni che aiutano a costruire fiducia reale.
In futuro la piattaforma si arricchirà di strumenti per la gestione dei contatti, degli appuntamenti e dei pagamenti, così da supportare sempre di più il lavoro quotidiano degli operatori.
Per gli utenti alla ricerca di percorsi di benessere significa poter trovare in un unico luogo professionisti, discipline e servizi, confrontare esperienze e avviare un contatto diretto in modo semplice e immediato.
In questo modo il digitale diventa un vero ponte: riduce le distanze, elimina la frammentazione e rende l’incontro tra domanda e offerta più diretto, consapevole e umano.»
Il vostro modello è un SaaS in modalità freemium: come avete disegnato l’equilibrio tra servizi gratuiti e servizi a pagamento e in che modo questo modello supporta la sostenibilità economica degli operatori olistici?
«Abbiamo scelto il modello freemium perché volevamo rendere l’accesso alla piattaforma il più inclusivo possibile.
Ogni professionista può entrare nell’ecosistema e iniziare a costruire la propria presenza digitale attraverso strumenti essenziali gratuiti. I servizi premium che verranno attivati presto, invece, sono pensati per chi vorrà accelerare la crescita della propria attività attraverso funzionalità avanzate, maggiore visibilità e strumenti di gestione più evoluti.
In questo modo cerchiamo di creare un equilibrio sostenibile: da un lato favoriamo l’accesso e l’inclusione, dall’altro generiamo le risorse necessarie per continuare a sviluppare servizi di valore per tutta la comunità.»
Alaya Guru è un progetto italo-argentino, nato dall’incontro tra competenze diverse: qual è oggi la struttura del team e quali sono le sfide principali che state affrontando nella crescita della piattaforma e dell’ecosistema?
«Alaya Guru nasce da una dimensione internazionale che continua a essere parte della sua identità.
Oggi il team è composto da due persone che lavorano in stretta collaborazione su prodotto, visione e sviluppo della piattaforma. È una fase di consolidamento in cui stiamo costruendo basi solide e, allo stesso tempo, ridefinendo la crescita futura del progetto.
In passato abbiamo collaborato anche con figure dedicate ad altre aree, ma oggi siamo molto selettivi nella costruzione del team: cerchiamo persone che condividano non solo competenze, ma soprattutto valori e visione.
La sfida principale è quella tipica delle startup: crescere senza perdere chiarezza e direzione, mantenendo sempre il focus sull’ascolto della community e sulla traduzione dei feedback in miglioramenti concreti.
Il nostro obiettivo non è solo espandere una piattaforma, ma costruire un ecosistema credibile e coerente, capace di generare valore reale per professionisti e utenti.»
Guardando ai prossimi anni, qual è la tua visione: come immagini Alaya Guru e il settore olistico in generale se questo ecosistema riuscirà davvero a portare più struttura, visibilità e riconoscimento al mondo del benessere?
«Immagino un futuro in cui il mondo del benessere sia più accessibile, riconosciuto e trasparente.
In questo scenario, Alaya Guru vuole diventare un punto di riferimento internazionale: un luogo in cui chi cerca un percorso di benessere possa orientarsi con fiducia e chi lo offre possa far crescere la propria attività in modo sostenibile.
La nostra visione è quella di un ecosistema in cui la tecnologia non sostituisce il rapporto umano, ma lo rafforza: rende più semplice incontrarsi, più chiare le informazioni e più autentiche le connessioni.
Se riusciremo in questo, non avremo costruito solo una piattaforma, ma uno strumento capace di rendere più semplice per le persone trovare davvero le persone giuste a cui affidarsi.»