Per Stefano Martini e la sua socia Serena Fasoli hanno visto l’inizio della storia del brand insieme quando un Labrador Retriever è entrato in famiglia quasi per caso, riuscendo però fin dal primo giorno, a mostrare una sensibilità fuori dal comune, un linguaggio emotivo fatto di sguardi, equilibrio, pazienza. Quell’incontro ha acceso una consapevolezza profonda: alcune razze non si allevano soltanto, si custodiscono.
Da quella scintilla Stefano e Serena hanno fondato MyLabrador, e da lì sono trascorsi diciotto anni di studio, dedizione e responsabilità. Non un semplice arco di tempo, ma un percorso che ha trasformato la passione in una forma precisa di etica, dove ogni scelta, dalla selezione dei riproduttori alla crescita dei cuccioli, dall’alimentazione alla socializzazione, risponde a un unico principio: il rispetto del Labrador nella sua interezza, fisica ed emotiva.
Oggi in questa intervista parliamo con Stefano della sua storia e di quella di MyLabrador!
Come nasce l’amore per la razza Labrador Retriever e cosa ti ha spinto ad allevare questa splendida razza per ben 18 anni?
“L’amore per il Labrador nasce da un incontro che ha cambiato tutto. Il primo Labrador arrivato in famiglia ha mostrato una sensibilità e una capacità di connessione unica. Da lì è nata la consapevolezza che questa razza merita di essere protetta, selezionata e rispettata. Diciotto anni non sono un traguardo, ma un percorso continuo di studio, etica e responsabilità.
Quali sono gli aspetti più gratificanti e le sfide più grandi nell’allevare Labrador Retriever?
“La gioia più grande è seguire la crescita di ogni vita, dal primo respiro fino all’incontro con la famiglia. La sfida più grande è difendere la razza e la sua dignità in un mondo dove molti improvvisano, confondendo l’allevamento con una produzione.”
Puoi condividere la tua filosofia riguardo all’allevamento etico e professionale?
“Allevare eticamente significa mettere il cane al centro. Ogni scelta si basa su salute certificata, carattere, genetica e responsabilità. La selezione dei proprietari è altrettanto fondamentale: il Labrador non è un cane per tutti”.
Quali sono le caratteristiche distintive di MyLabrador e come avete ottenuto certificazioni ENCI e FCI?
“Il nostro allevamento è un luogo di crescita, non un “punto vendita”. Siamo riconosciuti ENCI e FCI, con affisso ufficiale e autorizzazione ASL. I cuccioli restano con noi 90–110 giorni per un corretto sviluppo emotivo“.
Come ti assicuri che i cuccioli vadano a famiglie adatte?
“La cessione è un passaggio di responsabilità. Valutiamo stile di vita, aspettative e disponibilità alla formazione. Una famiglia adatta è una famiglia presente, consapevole e pronta a seguire il cucciolo con noi”.
Quali linee guida seguite per l’alimentazione dei Labrador?
“Solo alimentazione naturale, pressata a freddo o fresca formulata. Evitiamo totalmente le crocchette estruse. La qualità degli ingredienti e la biodisponibilità sono fondamentali per prevenire infiammazioni e mantenere il cane in salute”.
Come mantenete il benessere psicofisico dei vostri cani?
“Con un ambiente ricco di stimoli, socializzazione precoce, giochi olfattivi e presenza quotidiana. La crescita equilibrata nasce da un contesto sereno, pulito e strutturato”.
Come affrontate le sfide di comunicazione in un settore così competitivo?
“Educazione e trasparenza: spieghiamo la differenza tra allevamento etico e improvvisazione. Attraverso contenuti informativi raggiungiamo persone che cercano qualità e valori.
Che ruolo ha il digital marketing nel vostro lavoro?
“Un ruolo chiave. Serve per divulgare cultura cinofila, mostrare la nostra filosofia, raccontare la vita quotidiana dei cuccioli e guidare le famiglie verso scelte consapevoli”.
Cosa consiglieresti a chi prende un Labrador per la prima volta?
“Di chiedersi se è pronto davvero. Il Labrador è amore puro, ma richiede tempo, coerenza, educazione e presenza. Una scelta leggera può diventare un grande errore; una scelta consapevole può diventare un legame straordinario”.
Quali valori ispirano il vostro lavoro oltre alla passione?
“Onestà, trasparenza, competenza, lentezza, rispetto per la vita. La lentezza è un valore: nessun processo può essere forzato nella crescita di un cucciolo”.
Qual è il tuo mantra?
“Dal primo battito all’ultimo respiro.”